lettera per il prossimo amore.

Lettera per il prossimo amore, che non si possa dire che non era stato avvisato.

Sono dispettosa. Quando ero bambina, la mia madrina mi chiamava cipolla e mi ripeteva che ero dispettosa come le scimmie. Con l’arrivo di mio fratello sono peggiorata. L’ho torturato col solletico fino a che non è diventato più forte di me e gli ho fatto credere qualsiasi cosa per il solo gusto di farmi una grassa risata. Tipo che all’estero esiste un reality i cui partecipanti hanno tutti la erre moscia e il primo che la disimpara vince tanti soldi. Tipo che nostro papà di secondo nome si chiama Tutankhamon.

Sono brava a dire le bugie che non sono cattive. Sono un giovane lupo che si muove come il più onesto dei contadini. Alle superiori è capitato centinaia di volte che non avessi voglia di uscire con i miei compagni e mi sono inventata centinaia di scuse credibili. Ogni anno che passa dico sempre meno bugie. Se ti racconterò qualche bugia, probabilmente sarà solo per farti uno scherzo.

Ho il naso irrimediabilmente storto. Io l’ho notato che ero già maggiorenne. Tu cerca di accorgertene subito ma poi non ci pensare più e minimizza quando io lo sottolineerò.

Parlo da sola. Se mi interessa qualche ragazzo in particolare parlo da sola molto più spesso. Parlo da sola anche per strada, quando sento il bisogno di insultare quella delle jessiche che non sta rigando dritto.

Ricordo tutto, escluse le trame dei libri e dei film e le indicazioni dettagliate che mia mamma mi ha dato cinque minuti fa. Ricorderò particolari sulla nostra vita insieme che tu dimenticherai, e ti chiederai se sono matta o se ho una fantasia che galoppa.

Nessuno ha il diritto di vedermi arrabbiata per le ingiustizie che riguardano la mia vita privata. Sfogo tutto, quando sfogo, su mia mamma e su mio fratello. Non mi lamento mai, perché sono più i motivi che ho per non farlo di quelli che che ho per farlo. Sono intollerante con gli intolleranti, ma non ci litigo mai, perché non capirebbero.

Devi sapere che ho una passione smisurata per i programmi di Rai Uno – ma non l’ho ereditata da mia mamma, che se ne vergogna – devi sapere che vado in giro raccontando senza pudore una storiella imbarazzante su come sono diventata mamma del mio gatto ma che mio figlio di notte mi fa paura, devi sapere che mi fanno ridere i temporali e che mi fa piangere Go West dei Pet Shop Boys.

Se me ne darai la possibilità, ti farò ridere. Ma dovrai portare tanta pazienza, perché mi hanno detto che sono una giovane donna impegnativa. Dirò da subito di fidarmi di te ma non sarà vero: ho troppa paura che mi farai soffrire, e se si usa ripetere che il dolore nobilita l’anima, io preferisco andare a dormire di buonumore, col sorriso stampato in faccia. E poi la gioia nobilita gli animi che glielo lasciano fare in egual misura, ne sono certa.

Ti scriverò lettere che non ti farò leggere. Sarò sfuggente perché non conosco altro modo di essere. Non sarò capace di dirti sempre cosa mi passa per la testa e per questo motivo ci arrabbieremo entrambi. E soprattutto, quando saremo entrati in confidenza, ti rinfaccerò di averci messo tanto, ma troverò il modo di dirti almeno un grazie per ogni giorno che ci sarai.

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