oggi ho pianto lacrime di gioia.

Oggi ho pianto lacrime di gioia rileggendo una lettera che scrivevo tre anni fa, a febbraio, alla mamma. Lacrime di gioia per non avergliela fatta leggere ai tempi, perché le avrebbe fatto male e non sarebbe stato giusto. Lacrime di gioia perché mi ricordavo peggio di quella che ero, come sempre. Gioia perché sto diventando la donna che avevo sperato, mentre piangevo col cuore a pezzi senza motivo e per mille motivi, tre anni fa.

Ho detto in giro, a chi l’ha notato, di non aver scritto nell’ultimo mese perché avevo troppe cose in testa, e ogni giorno se ne aggiungevano altre, e volevo dirne di più. Il 2016 è iniziato con una serie di emozioni che non avevo messo in conto. Quest’anno ho un’agenda rosa, e ci disegno sopra un cuore accanto a ogni data che va ricordata. Cose tipo: il 14 gennaio mi ha scritto il ragazzo dei miei sogni – come altro potrei chiamarlo, se è uno di quelli che negli ultimi anni ha fatto irruzione più spesso nei sogni? Cose tipo: il 20 la mamma mi ha chiamato dicendomi di accendere la radio che si parlava di me; il 23 la prima festa a sorpresa a casa mia, prima volta che venivo festeggiata, c’erano solo persone belle e mio fratello seduto accanto a me, che faceva il grande e faceva il bravo.

Poi ci sono stati altri cuori e altri sentimenti, una lunga serie di pianti di sgomento e di rabbia per un dolore che non è il mio, un’ingiustizia che non si può accettare e che ci ha lasciato inermi ma vicini. Un terreno disastrato ha visto nascere fiori delicati, non so come sia possibile, e i fiori sono cresciuti, noi siamo cresciuti, e io un po’ di quel dolore, un po’ di quella vita, lo custodirò con cura fino a che sarò qui. So che è una promessa che posso mantenere.

Penso ai cuori che ho disegnato a febbraio e mi sembra solo l’inizio, ma da pochi minuti ho venticinque anni già da un mese e tra pochi giorni faremo spazio a marzo. Non è possibile. La primavera, i matrimoni, tanti libri da studiare, altri esami, la patente, porca miseria, la patente. 2016, tra le cose per cui esserti grati fin da ora, quel giorno in più, quel lunedì 29, perché tu solo sai quanto ne avremo bisogno.

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